Accanto a chi affronta un tumore, i caregiver vivono spesso paure, stress e stanchezza emotiva in silenzio. Riconoscere il loro benessere psicologico è parte integrante della cura. 

Accanto a chi affronta un tumore c’è spesso un’altra figura che vive la malattia in silenzio: il caregiver familiare, nella maggior parte dei casi un partner, un figlio o un parente stretto. Pur non essendo malato, condivide paure, stanchezza e tensioni emotive, ma raramente trova uno spazio in cui esprimerle. Dal momento della diagnosi il paziente entra in un percorso di cura oncologica e assistenza, sia fisica sia psicologica. Chi se ne prende cura, invece, molto spesso resta invisibile, nonostante il ruolo fondamentale nel percorso di assistenza ai malati oncologici. Negli ultimi anni, però, l’attenzione verso il peso emotivo sostenuto dai caregiver è cresciuta.  

Stress, ansia e bisogno di sostegno 

Studi e osservazioni cliniche stanno evidenziando quanto il carico psicologico del caregiver possa incidere sulla qualità della vita di chi assiste quotidianamente un familiare malato. Per questo motivo, sempre più spesso viene proposto anche ai caregiver un percorso di supporto psiconcologico e di sostegno psicologico dedicato. Tra le difficoltà più frequenti emerge il senso di dipendenza vissuto dal paziente nei confronti dei propri cari. Molti malati soffrono all’idea di sentirsi un peso per la famiglia. Attraverso il sostegno psicologico, i caregiver vengono aiutati a recuperare spazi personali, a elaborare dolore e paura e a gestire i pensieri più negativi legati alla malattia oncologica. 

Prendersi cura di sé è fondamentale 

Conservare momenti di normalità, infatti, non rappresenta un gesto egoistico, ma può diventare un elemento rassicurante anche per il paziente, che percepisce così una maggiore autonomia. Concedersi dunque una serata fuori, una passeggiata quotidiana, una seduta dal parrucchiere o dall’estetista, un’ora ad ascoltare musica oppure a leggere un libro, non deve essere vissuto con senso di colpa. Al contrario, mantenere piccole abitudini personali aiuta a preservare il benessere mentale e l’equilibrio emotivo, offrendo energie preziose per affrontare la quotidianità della malattia. Allo stesso modo, imparare a chiedere aiuto, attivare una rete di supporto ai caregiver e condividere le proprie difficoltà può alleggerire un peso che, affrontato da soli, rischia di diventare schiacciante. 

 

Prendersi cura di chi si ama è importante, ma nessuno dovrebbe farlo da solo. Anche il caregiver ha bisogno di ascolto, sostegno e spazi in cui poter respirare.