Le cure per il tumore al seno possono iniziare prima dell’intervento e proseguire anche dopo. Comprendere le diverse fasi del percorso e ricevere un adeguato sostegno psicologico può aiutare ad affrontare paure, incertezze e cambiamenti nella quotidianità. 

Ancora oggi, molte donne sono convinte che l’iter dopo la diagnosi di tumore al seno sia l’intervento chirurgico, chemio oppure radioterapia. Ma non è più sempre così, grazie ai progressi della ricerca. In base alle caratteristiche del tumore, il percorso può iniziare con trattamenti farmacologici prima dell’operazione e proseguire, successivamente, con terapie pensate per ridurre il rischio di una recidiva. Si tratta di modalità diverse, con nomi differenti: terapia neoadiuvante e adiuvante.  In entrambe le fasi, l’informazione corretta e il sostegno psiconcologico possono fare la differenza, aiutando la paziente a comprendere ciò che sta accadendo, a elaborare le proprie emozioni e a ritrovare gradualmente un equilibrio nella quotidianità. 

Terapia neoadiuvante: prepararsi alla cura, ritrovare fiducia nel proprio corpo 

In alcune situazioni, è preferibile iniziare con una terapia neoadiuvante, somministrata prima dell’operazione, per ridurre le dimensioni del tumore e contrastare la malattia. L’intervento viene così programmato dopo alcuni mesi di trattamento e questo, pur avendo precise motivazioni cliniche, può essere difficile da accettare sul piano emotivo. La paura principale? Che il tumore continui a crescere. Per questo, è fondamentale una comunicazione chiara che non serve soltanto a trasmettere informazioni mediche: aiuta anche a costruire fiducia e a dare un significato alle tappe del percorso. In questo periodo, rappresenta un grande aiuto coinvolgere la paziente accompagnandola nella conoscenza del suo corpo e di ciò che sta avvenendo.  Quando la terapia produce una riduzione evidente della massa tumorale, è possibile infatti percepire concretamente i risultati del trattamento attraverso l’autopalpazione. Questo cambiamento può diventare un segnale incoraggiante, capace di sostenere la motivazione e rafforzare la fiducia nell’oncologo. 

Terapia adiuvante: il sostegno psicologico per affrontare il futuro 

Terminati i trattamenti principali e l’intervento chirurgico, per molte il percorso di cura prosegue con la terapia adiuvante, cioè con farmaci per ridurre il rischio che la malattia si ripresenti, sulla base delle caratteristiche del tumore e delle indicazioni cliniche. Qui, però, ricorre molte volte una domanda: perché proprio a me? Si assumono farmaci o si affrontano ulteriori trattamenti per prevenire un evento che potrebbe non verificarsi mai, ma la possibilità di una recidiva, anche quando il rischio viene spiegato con precisione, può continuare a pesare sui pensieri e condizionare la quotidianità. In questo, il supporto psiconcologico può offrire un aiuto prezioso per accompagnare la donna nell’adattamento alla nuova fase, aiutandola a integrare le cure nella propria vita senza lasciare che ogni giornata sia dominata dalla paura della malattia. È un percorso costruito insieme, nel quale trovare strumenti per affrontare le difficoltà, riconoscere i propri bisogni e mantenere uno spazio per le relazioni, gli interessi e i progetti personali, senza rinunciare a essere molto più della propria malattia. 

 

Affrontare un tumore al seno significa fare i conti non solo con le cure, ma anche con le emozioni e le incertezze che accompagnano il percorso. Non è necessario affrontare tutto da sole: il supporto psiconcologico può aiutare a dare spazio ai propri vissuti, trovare strategie per gestire le preoccupazioni e ritrovare un equilibrio nella vita quotidiana. 

Hai bisogno di un sostegno per affrontare questo momento? Scopri i nostri servizi di supporto psicologico e trova uno spazio in cui sentirti ascoltata.