Dopo la diagnosi possono emergere molti dubbi su cosa mangiare e cosa evitare. Facciamo chiarezza tra evidenze scientifiche, falsi miti e consigli pratici. 

Dopo una diagnosi di tumore al seno, possono emergere molte paure e domande anche sull’alimentazione: cosa mangiare, cosa evitare, quali alimenti scegliere. Spesso le donne cercano risposte sul web, dove non è sempre facile distinguere le informazioni scientificamente fondate dai falsi miti, con il rischio di vivere il rapporto con il cibo con ancora più preoccupazione. Affrontare l’alimentazione in modo consapevole durante il percorso di cura può invece aiutare a prendersi cura di sé e a sostenere il benessere generale. 

Un’alimentazione equilibrata può contribuire a mantenere un adeguato stato nutrizionale, sostenere l’organismo durante le terapie e, in alcuni casi, aiutare a gestire alcuni effetti collaterali dei trattamenti. Ma quali sono davvero le indicazioni da seguire e quali, invece, i falsi miti da sfatare? Ne abbiamo parlato con la dottoressa Alessandra Borgo, biologa nutrizionista. 

Dottoressa, dopo una diagnosi di tumore al seno, perché è importante prestare attenzione anche all’alimentazione? 

Un’alimentazione equilibrata e ben calibrata può aiutare a supportare la persona in un periodo particolarmente delicato. Permette infatti di soddisfare correttamente il fabbisogno energetico e nutritivo, garantendo l’apporto adeguato di calorie, macronutrienti e micronutrienti, fondamentali per la salute. 

L’alimentazione può inoltre essere un supporto durante il percorso oncologico, anche nella gestione di alcuni effetti collaterali delle terapie, che in alcuni casi possono essere alleviati attraverso specifiche accortezze alimentari. 

Il controllo del peso e il consumo di fibre, dopo una diagnosi di tumore al seno, sono due aspetti sui quali la ricerca si è concentrata molto negli ultimi anni. Che cosa sappiamo oggi? 

Mantenere un peso sano e stabile durante il percorso di cura e assicurare un adeguato apporto di fibre sono stati associati a una riduzione del rischio di mortalità per qualsiasi causa dopo una diagnosi di tumore al seno. In particolare, il mantenimento di un peso sano e stabile è stato associato anche a una riduzione del rischio di recidiva o di comparsa di un nuovo tumore al seno. 

Per quanto riguarda le fibre, sono sostanze che, anche se non vengono completamente digerite dal nostro apparato gastrointestinale, svolgono funzioni importanti per l’organismo. Possono contribuire alla salute e alla regolarità intestinale, a patto che ci idratiamo correttamente e al mantenimento del microbiota. L’assunzione corretta di fibre favorisce inoltre il senso di sazietà e dunque può essere utile anche nel controllo del peso. 

Per aumentare l’apporto di fibre nell’alimentazione di tutti i giorni, quali consigli pratici possiamo dare? 

Come prima cosa dobbiamo cercare di consumare tutti i giorni almeno cinque porzioni tra frutta e verdura, possibilmente di stagione e fresca; se praticità preferiamo quella surgelata, va benissimo ugualmente. Quello che potremmo attenzionare, per assicurarci un maggiore apporto di fibre, è, laddove è possibile, scegliere quelle tipologie di frutto e di verdura che è possibile consumare con la buccia. 

Un’altra fonte di fibre sono sicuramente i cereali integrali, da inserire nell’alimentazione dalla colazione ai pasti. Nel caso della colazione scegliere cereali fioccati o soffiati, o prodotti da forno sempre a base integrale, dal pane alle fette biscottate.  Ai pasti principali, possiamo scegliere la pasta integrale rispetto a quella raffinata o un riso integrale o semi-integrale al posto di quello raffinato; questo vale ovviamente per tutti i cereali. 

Anche nel caso degli spuntini, si possono inserire della frutta o della verdura sotto forma di stick, piuttosto che della frutta secca come mandorle, nocciole, noci, o semi oleosi come semi di zucca, di girasole, o ancora inserire del pane integrale con dell’hummus. 

I legumi sono spesso sottovalutati, ma sono una fonte proteica alternativa alle fonti proteiche animali e hanno il vantaggio di contenere fibre. 

Un ultimo consiglio: quando acquistiamo prodotti confezionati, possiamo preferire quelli che contengono una maggiore quantità di fibre. In etichetta, un prodotto è considerato fonte di fibre se ne contiene almeno 3 grammi per 100 grammi, mentre con 6 grammi o più per 100 grammi è definito ad alto contenuto di fibre. 

Durante le terapie è sempre consigliato aumentare le fibre? 

Non sempre. È importante ricordare che le indicazioni nutrizionali vanno adattate alla situazione individuale. Per esempio, durante alcuni trattamenti, come la chemioterapia, possono comparire infiammazioni delle mucose della bocca e dell’apparato gastrointestinale. In questi casi un elevato apporto di fibre potrebbe non essere indicato. Per questo il consiglio di aumentare le fibre resta importante, ma non è detto che possa essere seguito immediatamente e allo stesso modo da tutte le persone. 

Dottoressa, passiamo ai falsi miti: “lo zucchero nutre il tumore” è una delle convinzioni più diffuse, così come l’idea che dopo un tumore al seno sia necessario eliminare completamente alcuni alimenti. Cosa c’è di vero e cosa invece non trova riscontro nella letteratura scientifica? 

L’idea della correlazione tra il consumo di zuccheri e la ricomparsa della patologia oncologica probabilmente nasce da delle considerazioni fatte all’inizio del secolo scorso, intorno agli anni Venti, dal biochimico tedesco Warburg. Il ricercatore aveva osservato come alle cellule tumorali piacessero gli zuccheri; è infatti il metabolismo del glucosio che permette loro di vivere e moltiplicarsi, diversamente dalle cellule normali che usano invece anche altre fonti di energia. Da qui la convinzione che lo zucchero potesse nutrire le cellule tumorali. 

In realtà, in anni più recenti, si è visto che non ci sono evidenze scientifiche che dimostrino una correlazione diretta tra il consumo di zuccheri e la patologia oncologica. Questo non significa, però, che non sia importante prestare attenzione agli alimenti molto ricchi di zuccheri, come dolci e bevande zuccherate: sono infatti spesso molto calorici e un consumo eccessivo può favorire sovrappeso e obesità, che rappresentano a loro volta fattori rilevanti. 

Non bisogna però demonizzare gli zuccheri né rinunciare, per esempio, alla frutta, che oltre agli zuccheri semplici fornisce importanti micronutrienti. 

E per quanto riguarda la soia e i suoi derivati? 

Anche per la soia è importante fare chiarezza. Il timore che possa “nutrire” le cellule tumorali, soprattutto nei tumori ormonosensibili, è legato alla presenza di fitoestrogeni. Le evidenze disponibili non mostrano però questo effetto e alcuni studi di popolazione hanno associato il consumo di soia a una minore incidenza di tumore al seno e di recidive. 

Non è quindi necessario eliminare o aumentare il consumo di questi alimenti dopo una diagnosi oncologica: l’indicazione è inserirli, come gli altri alimenti, all’interno di un’alimentazione varia e moderata. Va inoltre ricordato che la soia è un legume e può essere alternata agli altri legumi. 

Si parla sempre più spesso di “superfood”: ha senso parlare di alimenti anticancro? 

Il concetto di “superfood” è spesso legato a mode e, in alcuni casi, anche a logiche di marketing. Non dobbiamo però farci distrarre dall’idea che esista un alimento miracoloso. 

A fare la differenza è lo stile di vita nel suo complesso e, in particolare, il nostro modo di alimentarci. Più che concentrarsi sul singolo alimento, è importante seguire un modello alimentare complessivamente sano. Tra questi modelli, la dieta mediterranea è stata associata alla riduzione del rischio di diverse patologie cronico-degenerative, comprese quelle oncologiche. Ma più che di una semplice dieta, si tratta di uno stile di vita che comprende un’alimentazione basata prevalentemente su alimenti di origine vegetale, insieme ad attività fisica, convivialità e condivisione. Quello che fa la differenza è il nostro stile di vita a 360°. 

 

Affrontare l’alimentazione in modo consapevole durante il percorso di cura può aiutare a prendersi cura di sé e a sostenere il benessere generale. Per questo è importante affidarsi a informazioni corrette e confrontarsi con professionisti della salute, senza lasciarsi guidare da divieti e falsi miti trovati online.