Gli effetti delle terapie oncologiche sulla vita intima sono più comuni di quanto si pensi. Parlarne con medici e specialisti è il primo passo per ritrovare equilibrio e serenità.
Cala il sipario quando si tratta di problemi sessuali. Silenzio assoluto. Perché sembra futile parlarne mentre si sta affrontando la malattia oncologica, c’è altro a cui pensare. Senza sapere che molte volte si tratta di veri e propri effetti collaterali di molti dei farmaci tumorali e che, come tali, vanno affrontati. Ecco come.
Parlarne è un diritto: il dialogo con l’oncologo
Durante il percorso di cura oncologica è fondamentale mantenere un dialogo aperto con i medici. Parlare senza esitazioni con l’oncologo dei possibili effetti indesiderati delle terapie, inclusi quelli che possono influire sulla sfera intima, rappresenta un diritto e un passaggio essenziale per affrontare consapevolmente il trattamento. Nel caso compaiano cambiamenti o difficoltà nella vita sessuale, è importante non intervenire autonomamente, ad esempio interrompendo i farmaci, ma riferire sempre allo specialista quanto sta accadendo. Anche i disturbi che possono sembrare secondari meritano attenzione clinica.
Prendersi cura delle emozioni con il supporto dello psiconcologo
Quando emergono vissuti di insicurezza, difficoltà nel dialogo o una riduzione della vicinanza affettiva, che può manifestarsi non solo nella sessualità, ma anche nei gesti quotidiani come abbracci e carezze, può essere molto utile rivolgersi allo psiconcologo. I percorsi di supporto possono essere individuali o di gruppo, con un solo obiettivo: aiutare ad affrontare le fragilità emotive legate alla malattia, favorendo il recupero dell’equilibrio personale, della fiducia in sé e della serenità nelle relazioni, comprese quelle intime. Chi lo desidera e sempre che entrambi siano d’accordo, il sostegno può essere esteso anche al partner, attraverso incontri condivisi che rafforzano la comprensione reciproca e la complicità nella coppia.
Dopo le cure: ritrovare sé stessi e la propria intimità
Ma attenzione. Dopo aver attraversato la malattia con forza e coraggio, può sorprendere sentirsi fragili proprio quando le terapie sono finite. Emozioni come il senso di inadeguatezza o una distanza inattesa dal partner sono più comuni di quanto si pensi. Questo perché durante le cure, tutta l’energia è rivolta alla guarigione e l’aspetto fisico e il modo in cui ci si percepisce restano spesso sullo sfondo. Quando il percorso terapeutico si conclude, però, lo sguardo torna su di sé e sui cambiamenti del corpo: piccoli o grandi segni che possono influire sull’autostima, sul desiderio e sulla spontaneità nelle relazioni. È una fase delicata, che merita ascolto e gentilezza e che non è necessario affrontare da soli. Al contrario, un supporto adeguato può aiutare a ritrovare fiducia, equilibrio e una rinnovata serenità nella vita affettiva e intima.
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23 Feb 26