La paura di allontanarsi da casa o dall’ospedale è comune durante le cure oncologiche. Ma con una buona preparazione e il giusto atteggiamento, l’estate può offrire uno spazio per respirare, recuperare energie e riconnettersi con ciò che fa stare bene. 

Vorrei, ma non so se è il caso: e se mi sento male lontano da casa? È un pensiero comune tra chi sta seguendo un percorso di cure oncologiche. Allontanarsi dall’ospedale, dal proprio medico, spesso viene vissuto con timore, con ansia, un po’ come un bambino che muove da solo i suoi primi passi. Che cosa fare? E come gestire il tempo se si è costretti a rimanere in città? Ecco i consigli di Luciana Murru, psicologa, psicoterapeuta e psiconcologa.  

Prepararsi per tempo

Dal punto di vista pratico, è necessario innanzitutto condividere col proprio oncologo la meta delle vacanze, in modo da valutarla insieme in base alle condizioni di salute. In linea generale, poi, va fatta la scorta dei farmaci necessari e in valigia deve esserci una cartella clinica, o comunque un referto aggiornato che riporti anche le terapie in corso. 

Quale meta scegliere

Non esiste una vacanza ideale. Il periodo di pausa dovrebbe essere vissuto come un’opportunità per rigenerare il corpo, ma soprattutto la mente. In questo percorso il contatto con la natura può rappresentare una risorsa preziosa. Il mare, la montagna, i boschi, i fiori e gli spazi verdi favoriscono una sensazione di benessere perché ci aiutano a rallentare, a ritrovare equilibrio e a riconnetterci con qualcosa di più grande di noi. Nella vita quotidiana siamo spesso concentrati sui ritmi frenetici e su una visione che pone l’essere umano al centro di tutto. La natura, invece, ci ricorda che facciamo parte di un sistema più ampio e che il nostro benessere dipende anche dalla qualità di questa relazione. La vacanza può quindi diventare un’occasione per recuperare una prospettiva più ampia e olistica, riscoprendo il senso di appartenenza al mondo che ci circonda e ritrovando, proprio attraverso questa connessione, un maggiore equilibrio interiore. 

Chi rimane in città

La vacanza comincia da una disposizione mentale, prima ancora che da una destinazione. Significa autorizzarsi a rallentare e a dedicare del tempo a sé, un’esperienza possibile anche per chi resta in città. Non è indispensabile partire: anche una passeggiata in un parco o qualche ora trascorsa in un ambiente naturale possono avere un effetto benefico sul nostro equilibrio psicologico. Perché questo accada, però, è necessario concedersi una vera pausa anche dal punto di vista cognitivo. Il cellulare e i social tendono a mantenerci in uno stato di attenzione continua e ci impediscono di essere pienamente presenti nel momento che stiamo vivendo. La natura, invece, ci invita a un’esperienza diversa: ci permette di rallentare, di entrare in contatto con i nostri sensi, di lasciarci raggiungere dai colori, dai profumi e dai suoni dell’ambiente. Questa immersione nel presente favorisce il recupero delle energie mentali e contribuisce a ridurre il livello di stress. È quello che succede quando facciamo entrare nella nostra vita la meditazione che può essere uno spazio rituale ma anche una caratterizzazione di tutte le attività quotidiane. Allenarci a stare nel qui ed ora significa affrontare le giornate in uno stato di consapevolezza che è di grande aiuto.  

Un consiglio per tutti

L’estate può essere un momento prezioso non solo per recuperare le energie, ma anche per sperimentare abitudini che vale la pena mantenere una volta tornati alla vita di tutti i giorni. Una di queste è concedersi ogni mattina uno spazio tutto per sé. Non servono ore: anche 15 o 20 minuti possono fare la differenza, se diventano un appuntamento costante. La nostra mente è continuamente attiva. Molti pensieri scorrono in modo automatico, senza che ce ne rendiamo conto, e spesso hanno un contenuto legato alle preoccupazioni, ai problemi da risolvere, a ciò che è successo o che potrebbe accadere. Questo continuo rimuginare può consumare molte energie mentali, aumentare il livello di stress e influire sul nostro benessere emotivo. Per questo è importante allenare la mente a fermarsi e a riportare l’attenzione sul momento presente. Una passeggiata nel verde, la cura delle piante, qualche pagina di un libro possono diventare strumenti molto efficaci, purché siano vissuti con presenza. La mente, infatti, tende naturalmente a distrarsi e a tornare alle sue preoccupazioni. Un piccolo aiuto può essere quello di accompagnare queste attività con la ripetizione di una preghiera, di un mantra, di una poesia o delle parole di una canzone che ci trasmette serenità. Quando ci accorgiamo che la mente è andata altrove, non dobbiamo giudicarci: è il suo funzionamento naturale. È sufficiente riportarla con calma alle parole che stavamo ripetendo o a ciò che stavamo osservando. È un allenamento, e come tutti gli allenamenti richiede pazienza. Con il tempo, però, diventa una risorsa preziosa per gestire lo stress e ritrovare un maggiore equilibrio interiore. 

 La cura passa anche dai momenti di pausa. Scegliere ogni giorno uno spazio per sé, anche breve, può diventare una nuova abitudine di benessere da portare con sé oltre l’estate. Parlane con i nostri specialisti.