Nei momenti in cui il corpo e la mente sono messi alla prova dalla malattia, il colore può offrire un sostegno inatteso. Dalla scelta di un rossetto, o di un accessorio, fino all’uso terapeutico in psicologia. Un linguaggio universale per raccontarsi e trovare conforto.
Il colore nella cura di sé
Una sciarpa azzurra. Un rossetto rosso. Bastano pochi dettagli per sentirsi bene, più sicure e perché no, più belle. Anche quando si è travolti dall’uragano emotivo che segue una diagnosi oncologica. «La fase delle terapie oncologiche è un momento delicatissimo perché il corpo cambia e si entra in una condizione di sofferenza, fisica e psicologica», interviene Luciana Murru, psicologa, psicoterapeuta e psiconcologa di LILT Milano Monza Brianza. «Ma la mente umana è incredibilmente ricca di risorse, ed è così che nei momenti più faticosi si cerca qualcosa, come un rossetto per l’appunto, che solo apparentemente è futilità. Non è così: avere cura di sé vuol dire anche stare attenti al colore».
Un linguaggio universale
Antropologicamente, in tutte le culture c’è da sempre un uso del colore che accompagna determinate fasi della vita, sia direttamente sulla pelle come usano certe popolazioni, sia con gli indumenti. «Il colore è racconto di sé, delle emozioni che si stanno vivendo», sottolinea Luciana Murru. «Sono dei veicoli emotivi, una modalità differente di parlare, di comunicare. Pensiamo anche a cosa accade nella quotidianità, al di là della condizione di malattia. Alle sessioni di yoga, per esempio, la maggior parte delle persone è vestita di bianco, il colore più di tutti associato alla pace, alla spiritualità».
La forza rigenerante della natura
Anche la natura ha la sua importanza. «La salute è un concetto circolare e il nostro benessere psicologico dipende da quello delle piante e degli animali», sottolinea la dottoressa Murru. «Il mondo vegetale è pieno di colori e questo in ogni stagione dell’anno. Camminare in un parco, riempirsi gli occhi di tutte le sfumature del verde, è purificante, fa bene alla mente. E lo stesso vale per i fiori. Sceglierli del colore che istintivamente in quel momento attira di più, ritrovarli al rientro a casa, accudirli, rappresenta un veicolo emotivo di grande valenza, e indossare anche solo in un accessorio la medesima tonalità, rappresenta uno stimolo a prendersi cura di sé e al proprio benessere emotivo».
Il colore come strumento terapeutico
Il colore ha un ruolo tale da essere utilizzato anche come strumento in psicologia. «Esiste un test del colore», continua la dottoressa Murru. «Sulla base della scelta che viene effettuata dal paziente, è possibile ottenere informazioni in più sul suo stato d’animo, preziose perché ci aiutano nel percorso psico-terapeutico». Il più noto è il test di Luscher, messo a punto dallo psicoterapeuta e sociologo Max Luscher nel 1947 a seguito di ricerche svolte sugli effetti psicofisiologici dei colori. Il test contiene otto colori: i 4 colori base (rosso, giallo, verde e blu) e 4 cosiddetti ausiliari (viola, marrone, grigio e nero). Ogni colore guida verso lo stato d’animo che si sta vivendo e rileva la condizione psico-fisiologica e i bisogni del paziente oncologico, con un valore significativo anche nella psiconcologia e nella prevenzione del disagio emotivo.
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07 Gen 26