Attendere l’esito di un esame o una visita importante può trasformare l’incertezza in una forma intensa di ansia che precede — e talvolta amplifica — la paura di ciò che potrebbe accadere. Riconoscerla e comprenderne i segnali, anche grazie al supporto di uno psiconcologo, è il primo passo per gestirla con maggiore consapevolezza. 

L’ansia è una risposta fisiologica davanti a ciò che non conosciamo: un meccanismo di difesa che ci prepara ad affrontare situazioni percepite come minacciose o incerte. Ma quando si parla di salute, e in particolare di una possibile diagnosi oncologica, questa emozione può diventare anche molto più intensa. Attendere l’esito di un esame o la visita con l’oncologo, può scatenare quella che viene definita ansia anticipatoria. 
È un tipo di ansia che si manifesta prima ancora che accada qualcosa, e che può avere un forte impatto sul corpo e sulla mente. Riconoscerla e imparare a gestirla è fondamentale per non lasciare che l’attesa intensifichi la tensione che può alimentare un circolo vizioso. Ne parliamo con la dott.ssa Maria Vittoria Ferrari, psicologa e psiconcologa LILT Milano Monza Brianza. 

Dottoressa, cosa intendiamo con il termine di ansia anticipatoria? 

L’ansia anticipatoria è una preoccupazione intensa per qualcosa di negativo o minaccioso che si teme possa verificarsi in futuro. La componente dell’incertezza, infatti, alimenta questa preoccupazione che può diventare anche molto persistente. Questa attivazione ansiosa è strettamente collegata alla paura, un’emozione che fisiologicamente attiva corpo e mente e ci prepara a quella che per noi rappresenta una minaccia. 

E come si manifesta?  

Inizialmente si manifesta soprattutto a livello fisico con tensioni muscolari, accelerazione del battito cardiaco, respiro corto, strette allo stomaco, irrequietezza. Questi sintomi, oltre a essere declinati da persona a persona, sono protratti a lungo nel tempo, rispetto a quella che potrebbe essere, invece, una preoccupazione passeggera. A livello mentale, invece, compaiono difficoltà di concentrazione e pensieri negativi con scenari catastrofici, che diventano a loro volta fonte di ansia, alimentando un circolo vizioso.    

Le esperienze negative vissute in passato possono intensificare l’ansia anticipatoria? 

Sì, può accadere. Tutto dipende da come la persona ha elaborato le proprie esperienze precedenti. Se in passato si è sentita sopraffatta, senza riuscire a trarne insegnamenti positivi, è probabile che una nuova situazione di incertezza riattivi un’ansia più intensa. Al contrario, se da quelle esperienze è riuscita a sviluppare una maggiore consapevolezza di sé e delle proprie risorse, può affrontare le difficoltà future con più fiducia gestendo meglio l’ansia.  

Quali sono le strategie per imparare a gestirla?  

Riconoscerla è un passaggio fondamentale. Fermarsi, dare un nome a ciò che stiamo vivendo e riconoscere le manifestazioni corporee sono un primo aiuto per lasciar andare le tensioni e ridurre l’intensità dell’ansia. Una volta riconosciuta, può essere utile, anche con l’aiuto di un professionista, imparare a gestire le reazioni fisiche attraverso, per esempio, degli esercizi di respirazione. Non meno importante, ma forse più complesso, è l’ancoraggio al presente. Lasciar andare quella catena di pensieri negativi sul futuro e focalizzarsi sui fatti concreti del presente.   

In che modo lo psiconcologo può essere di supporto?  

Sicuramente lo psiconcologo conosce bene le diverse manifestazioni dell’ansia anticipatoria e può aiutare il paziente a riconoscerle e comprenderle. Spesso, infatti, chi le sperimenta si chiede se le proprie reazioni fisiche ed emotive siano “normali” e questo dubbio può generare ulteriore preoccupazione, portando a voler evitare questi vissuti emotivi e corporei. L’intervento dello psiconcologo diventa quindi fondamentale per fornire strumenti pratici e spiegazioni chiare, che permettano di prevenire questi blocchi e favorire un atteggiamento più consapevole e costruttivo verso il futuro.  

Se senti il bisogno di un confronto o di un sostegno, puoi prenotare un colloquio conoscitivo con i nostri psiconcologi. Il primo incontro è gratuito!

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