A un anno dall’avvio, il servizio di psiconcologia si conferma un sostegno prezioso per pazienti e caregiver, un aiuto che, secondo le loro testimonianze, rende le terapie più affrontabili. 

Il 21 giugno 2025, in occasione della Giornata Mondiale dei Cancer Survivors, LILT Milano Monza Brianza ha inaugurato il proprio servizio di psiconcologia — uno spazio pensato per accompagnare pazienti oncologici e i loro caregiver non solo nel percorso di cura, ma anche nell’elaborazione emotiva di un’esperienza che cambia profondamente la vita. 

A un anno da quel giorno, il bilancio è incoraggiante: centinaia di prestazioni erogate, decine di nuovi pazienti presi in carico, e soprattutto tante persone che hanno trovato il coraggio di chiedere aiuto. Per capire meglio perché questo servizio è così importante e com’è andata, ne abbiamo parlato con il dottor Davide Ferraris, psiconcologo e coordinatore della Psiconcologia di LILT Milano Monza Brianza.  

Dottor Ferraris, perché è importante differenziare la psicologia dalla psiconcologia? 

La psicologia è una disciplina ampia, che accompagna le persone in tanti momenti della loro vita. La psiconcologia, invece, è una specializzazione nata proprio per stare accanto a chi affronta un’esperienza oncologica: non solo dal punto di vista fisico, ma anche nei pensieri — che possono diventare disfunzionali — e nel modo in cui cambiano le relazioni e il senso stesso di quello che si sta vivendo. 

In che modo lo psiconcologo può essere di supporto durante un percorso oncologico? 

Per noi psiconcologi è importante cercare di comprendere quanto sia significativo il cambiamento che il paziente oncologico si trova ad affrontare. Un cambiamento che non riguarda solo chi sta vivendo in prima persona la malattia, ma anche i familiari e i caregiver che lo assistono ogni giorno. Noi conosciamo questo percorso dall’interno, perché abbiamo scelto di specializzarci in questa disciplina; sappiamo cosa significa aspettare i risultati di un esame, affrontare la chemioterapia, gestire il dolore e gli effetti collaterali delle terapie, o convivere con la paura di una recidiva. 

È trascorso un anno dall’inizio del progetto: com’è andata? 

Molto bene. In questo primo anno abbiamo erogato oltre 460 prestazioni, nei diversi setting — individuale, familiare e di coppia. Il dato più incoraggiante, però, riguarda i 67 primi colloqui effettuati, 67 persone che hanno compiuto il passo più difficile, quello di chiedere aiuto in un momento così delicato della propria vita. Un gesto che richiede coraggio, che si tratti di un paziente che affronta la malattia in prima persona o di un familiare che la vive attraverso gli occhi di chi ama. 

E i pazienti, cosa dicono? 

I riscontri sono stati molto positivi. Quello che sentiamo più spesso è che le persone hanno finalmente trovato uno spazio tutto loro, un luogo dove poter esprimere quello che tengono dentro e che spesso non riescono a condividere con i familiari, per paura di farli stare male, o per non apparire deboli o vulnerabili. È uno spazio che in molti territori italiani non esiste ancora, per una carenza di servizi di psiconcologia accessibili. Molti pazienti ci raccontano che il supporto ha cambiato il modo in cui affrontano le terapie: non le ha rese meno difficili, ma più affrontabili. Ci parlano di una migliore gestione delle emozioni, di notti più serene, di conversazioni ritrovate con il partner o la famiglia. E di un senso di controllo recuperato su qualcosa che, in un momento così complesso, sembrava completamente sfuggire di mano. 

Com’è composto il team della psiconcologia? 

Il nostro team — attualmente in crescita — è composto da sette professionisti specializzati in psiconcologia, che integrano la pratica clinica con la ricerca. Utilizziamo approcci diversi: tecniche di EMDR, mindfulness, compassion-focused therapy, psicodramma e terapie sistemiche familiari. Crediamo che l’integrazione di metodi differenti sia un valore aggiunto, anche perché ogni paziente ha una storia propria. Il percorso, infatti, va costruito su misura, a partire dall’alleanza terapeutica e dal rapporto di fiducia tra terapeuta e paziente. 

Come si può accedere al servizio? 

È possibile accedere al servizio sia in presenza sia online. Siamo attivi in quattro spazi prevenzione sul territorio di Milano, Monza e Brianza: Casa LILT Monza — il primo ambulatorio in cui è nata la psiconcologia — e gli ambulatori di Caterina da Forlì, di Nera e di Cernusco sul Naviglio. Per chi si trova altrove in Italia, è disponibile il percorso online tramite la piattaforma ParliamoneQui. In entrambi i casi, il paziente può scegliere il professionista più adatto a sé attraverso un questionario dedicato. 

Che tipo di servizi offrite? 

Offriamo percorsi individuali, di coppia e familiari, perché il tumore non colpisce solo chi si ammala, ma coinvolge l’intero sistema-famiglia e le relazioni che lo circondano. Il primo colloquio è sempre gratuito e serve a definire gli obiettivi del percorso e a valutare l’intesa con lo specialista scelto. Le sedute successive hanno un costo calmierato, perché riteniamo che il supporto psicologico debba essere accessibile a tutti, senza che le difficoltà economiche rappresentino un ostacolo. 

 

Se stai affrontando un percorso oncologico o sei un caregiver, non restare solo: scopri il servizio di psiconcologia e il supporto disponibile.